Come diventare Criminologo

Prima di spiegare come diventare criminologo è bene citare un breve racconto sull’origine, la storia e l’evoluzione di questa affascinante disciplina. I primissimi albori della Criminologia sono infatti riconducibili già al periodo illuminista del XVIII secolo con il trattato del giurista italiano Cesare Beccarla: “Dei delitti e delle pene”. Dalla premessa dell’Opera di Beccaria possiamo leggere: “Le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità; non già dettate da un freddo esaminatore della natura umana, che in un sol punto concentrasse le azioni di una moltitudine di uomini, e le considerasse in questo punto di vista: la massima felicità divisa nel maggior numero”. Le pene sono dunque finalizzate sia ad impedire al colpevole di infrangere nuovamente le leggi, sia a distogliere gli altri cittadini dal commettere colpe analoghe. Le pene vanno dunque scelte proporzionatamente al delitto commesso e devono riuscire a lasciare un’impressione indelebile negli uomini, senza però essere eccessivamente tormentose o inutilmente severe per chi le ha violate. Nel corso della metà del XIX secolo, la Criminologia assurge a scienza autonoma. Sempre in questi anni risale la pubblicazione di “Un delinquente” di Cesare Lombroso, considerato padre fondatore della Scienza Criminale, in quanto pone le basi per le metodologie d’analisi del reato. Riallacciandosi alle dottrine europee, della criminalità innata e biologicamente condizionata, Lombroso sostiene che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali sociali ed economici, da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale; in quanto questi è in primo luogo un malato. In particolare nell’opera “L’uomo delinquente”, Lombroso sostiene l’ardita tesi secondo cui: “(…) i comportamenti criminali sarebbero determinati da predisposizioni di natura fisiologica, i quali spesso si rivelano anche esteriormente nella configurazione anatomica del cranio.

L’idea che la criminalità sia connessa a determinate caratteristiche fisiche di una persona è molto antica: la si trova già, ad esempio, nell’Iliade di Omero, nel cui libro II la devianza di Tersite è direttamente legata alla sua bruttezza fisica. Le stesse leggi del Medioevo sancivano che se due persone fossero state sospettate di un reato, delle due si sarebbe dovuta considerare colpevole la più deforme. Nell’Ottocento con la nascita delle scienze empiriche (o pratiche) – la sociologia e l’antropologia criminale – si diffonde una nuova corrente culturale, la scuola positiva, che si sofferma su due diverse aree tematiche. Da qui la prima dicotomia all’approccio scientifico della materia:

– approccio biologico – medico – psicologico: riconducibile, oltre a quanto osservato, alla nuova scienza dell’essere umano, la Psicologia, grazie ai padri fondatori di quei tempi: G. Jung e S. Freud.

– approccio sociologico – antropologico – giuridico: dato dalle diverse materie in orbita criminologica, quali la statistica, la sociologia del diritto, la stessa antropologia che dipingono il quadro sociale in cui si muove l’individuo più o meno stimolato a divenir reo in relazione al ceto d’appartenenza. Questi due filoni – quello “biologico” e quello “sociologico”, persistono tutt’ora. E chi vuole svolgere la professione di criminologo deve tenerne conto (!). Inoltre ad oggi possiamo osservare come brillanti criminologi provengano da studi universitari in Scienze della Comunicazione e Scienze dell’Educazione. La criminologia è una scienza empirica che analizza e studia il fenomeno criminoso nella sua complessità: i reati, le vittime, gli autori, la percezione del crimine, le forme preventive. Questo attraverso vere e proprie “ricerche scientifiche” sui nessi causali della criminalità. Si tratta dunque di un percorso interdisciplinare e sincretico, che abbraccia diversi ambiti quali: la psicologia, il diritto, l’antropologia, la biologia, la statistica, la medicina, una sorta di “scontro diretto/Big Bang” tra le scienze umane e quelle giuridiche. Concentrandosi sulla fenomenologia dei delitti (omicidio, stupro, delinquenza organizzate, terrorismo, violenza domestica etc), la criminologa ha il compito di “classificare” le diverse tipologie di rei; imputabili e non, recidivi, abituali, per tendenza, professionali etc. Tutto ciò tenendo sempre in considerazione il movente e lo stato emozionale del soggetto, la sua capacità di intendere e di volere, dunque studiandone le capacità mentali, nonché sulla tossicodipendenza od alcool-dipendenza. Ricordiamo che per la legislazione italiana qualora il colpevole fosse privo di tale capacità, non sarebbe imputabile. A suo carico verrebbero adottate “semplicemente” misure cautelari detentive (riformatorio giudiziario, ospedale psichiatrico giudiziario, casa di cura e di custodia, colonia agricola, casa di lavoro), oppure misure non detentive (libertà vigilata, al divieto di soggiorno, al divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcoliche e l’espulsione dallo Stato dello straniero). Dalle statistiche redatte sui casi analizzati da tale disciplina è emerso per esempio che l’istinto criminale è più comune tra gli uomini, addirittura di ben dieci volte superiore rispetto a quello delle donne, e la fascia d’età “sotto accusa” è quella compresa tra i 20 e i 35 anni. Inoltre la criminologia è una scienza che studia i comportamenti criminali, degli autori e delle loro vittime, ma in quest’ultimo caso viene chiamata da taluni autori: “vittimologia”. L’approccio allo studio della criminalità può essere di tipo micro o macroscopico: nel primo caso si cerca di comprendere la “scintilla” del reato, valutando la personalità del singolo criminale, la sua tendenza a delinquere e i suoi difetti di socializzazione. Nel secondo caso, si cerca di comprendere le tendenze generali della criminalità, allo scopo di contribuire alla elaborazione di politiche di contrasto a livello legislativo. La criminologia è prevista come materia d’insegnamento complementare nei corsi di laurea in giurisprudenza, psicologia, scienze giuridiche.

Materie di studio in tema di criminologia: teorie e tecniche criminologiche, attività e ruolo del criminologo, criminal profiling, analisi della scena del crimine, colloquio criminologico, perizia criminologica, stalking, reati sessuali e pedofilia, serial killers, mass murderers, droghe e tossicodipendenze, circonvenzione degli anziani, spree-killers, ordinamento penitenziario etc. Per chi desiderasse approfondire, dopo la laurea, lo studio di questa disciplina, esistono diversi percorsi: E’ possibile frequentare corsi di specializzazione in criminologia clinica (area medico psicologica), ne esistono a Milano, Modena, Genova, Bari. Lo sbocco è quello di perito o consulente di parte nei processi, giudice o esperto del tribunale di sorveglianza ed educatore nelle carceri. Un dottorato in criminologia (area giuridica), della durata di tre anni, ha sede all’Università di Bari, mentre Trento, Bologna, Macerata e Teramo sono sede del dottorato. Numerosi i corsi on line utili per costruirsi una cultura assai trasversale. Si consiglia sempre di contattare la Segreteria Didattica degli Enti e di documentarsi prima di affrontare scelte così importanti.

 Post Scriptum

 Come insegna l’esimio Criminologo: Prof. Dario Fusaro: “per svolgere la professione di criminologo bisogna avere una cultura enciclopedica. La figura del criminologo sic et simpliciter non esiste, esiste un giurista criminologo, uno psichiatra criminologo, uno psicologo criminologo, un sociologo criminologo, difficile pensare ad un diplomato in ragioneria che dopo una laurea triennale si metta a fare il criminologo (!). Infine, per svolgere con successo questa attività di specializzazione bisogna necessariamente possedere elevate capacità deduttive, votarsi all’umiltà ed essere animati da un costante desiderio di conoscenza”.

A cura del dr. Francesco Paolo Esposito – Criminologo

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